La ragione del fallimento è un debito di 7 milioni di euro, che la Paghera SpA deve a Equitalia (azienda pubblica per la riscossione dei crediti, ex Esatri) per problemi di IVA risalenti al 1997.

Il valore dell'azienda, sempre secondo Paghera, è di 18,5 milioni di euro, a cui devono essere sommati 3,6 milioni di euro in immobili; il fatturato annuo nella sola Italia è di 9 milioni, e sono in corso contratti per 4 milioni, cioè lavoro garantito fino a maggio 2010.
Secondo il verbale della guardia di finanza di Desenzano (3/11/2009) che ha perquisito gli uffici dell'azienda, le tasse corrispondenti al debito risulterebbero pagate, ma l'azienda non ne avrebbe mai dato comunicazione formale. Ad oggi, conti correnti e proprietà sono sotto sequestro.
Sono 75 i dipendenti che ad inizio novembre hanno ricevuto una lettera di licenziamento, ritirata a fine novembre, e che dal primo dicembre sono in cassa integrazione. In supporto dei lavoratori ci sono i sindacati Fai, Cisl e Flai Cgil, oltre all'amministrazione comunale di Lonato, la Coldiretti e l'associazione di solidarietà Terra, aria, acqua e fuoco (parrocchia e privati), che il 6 dicembre 2009 ha anche organizzato un pranzo di solidarietà che si è svolto all'oratorio parrocchiale.
Da domani martedì 22 dicembre, intanto, potrebbe iniziare lo sciopero ad oltranza dei dipendenti: è fissato a stasera, infatti, l'ultimatum per il pagamento degli stipendi arretrati di ottobre e novembre, che non è ancora stato effettuato.
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